Servizio Civile Universale e DL Giovani: un percorso condiviso per il futuro
ROMA – Il futuro dei giovani e del Servizio Civile Universale (SCU) approda a Montecitorio, portando con sé un dibattito sull'identità stessa dell'istituto. Lo scorso 14 Aprile, infatti, hanno avuto inizio le Audizioni informali sul Ddl N. 2825 "Disposizioni in materia di giovani e servizio civile", che prevede deleghe legislative al Governo per il riordino e il coordinamento delle politiche nazionali per i giovani e la revisione organica della normativa in materia di servizio civile universale e il riordino della stessa (art.2). Anche la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (CNESC) è stata ascoltata in audizione in Commissione Affari Sociali e ha depositato una memoria per offrire il suo contributo rispetto al testo della riforma.
DA ROMA L’APPELLO PER STABILIZZARE I CORPI CIVILI DI PACE E ISTITUIRE IL DIPARTIMENTO PER LA DIFESA CIVILE NONVIOLENTA
Riparte la Campagna “Un’altra difesa è possibile” per istituire il Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta. La CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! rilanciano la campagna “Un’altra difesa è possibile” e con essa la proposta di iniziativa popolare per
25 anni di Servizio Civile Volontario: oggi l'anniversario della Legge 64.
Il 23 marzo 2026 si concludono i progetti dei Corpi Civili di Pace degli Enti della CNESC: Focsiv Ets, Caritas Italiana, APGXXIII, Cesc Project e CIPSI. Un’esperienza che di fatto chiude il primo ciclo di sperimentazione in Italia di questa esperienza di costruzione nonviolenta della Pace in uno scenario attuale dove il livello di conflittualità nel mondo è altissimo. Quella che Papa Francesco chiamava “una terza guerra mondiale combattuta a pezzi” impone costante riflessione sui modelli di relazione tra gli stati e sull’individuazione di esperienza concrete di costruzione della pace del mondo dal basso. L’evento di chiusura dell’annualità dei CCP si presta come importante occasione di riflessione e stimolo.
Giovedì 12 marzo ci ha lasciati Alberto Trevisan. Faceva parte di quel gruppo di giovani che si dichiaravano obiettori di coscienza quando ancora la legge non riconosceva tale possibilità nel nostro Paese e per questo finivano in carcere.
