LA CNESC SUL DDL "ISTITUZIONE DEL SERVIZIO MILITARE E CIVILE UNIVERSALE TERRITORIALE E DELEGA AL GOVERNO PER LA SUA DISCIPLINA" DEPOSITATO ALLA CAMERA
Ancor prima di leggere il testo per una valutazione di merito dei suoi contenuti, la CNESC – che dal 1988 accoglie i maggiori Enti accreditati per l'impiego di obiettori di coscienza in servizio civile e che oggi promuovono il servizio civile universale – intende rivolgere alcune domande sulla ratio dell’iniziativa.
Perché non si ritiene funzionale concentrare le risorse economiche pubbliche per sostenere il Servizio Civile che da oltre 50 anni è una forma di difesa civile non armata e nonviolenta della Patria e «di educazione civica al servizio della comunità, di attenzione al prossimo e di rispetto per sé stessi e per gli altri»? Ci sembra una soluzione organizzativamente e economicamente più sostenibile rispetto al ritorno della leva – a 20 anni dalla sua sospensione- oltre che più aderente ai tempi ed ai percorsi giovanili.

E’ con profonda tristezza che la CNESC ha appreso della scomparsa di Padre Angelo Cavagna lo scorso 28 aprile. Uno dei padri dell'obiezione di coscienza al servizio militare in Italia negli anni Settanta, Padre Angelo è stato fondatore del C.E.S.C. e a nome suo ha firmato l’atto costitutivo della Cnesc.
I dati pubblicati sul sito del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile universale, dopo la riapertura del bando tra l’11 e il 14 marzo a causa del malfunzionamento della piattaforma DOL, evidenziano un miglioramento rispetto al 2023: per 52.236 posti messi a bando su Italia e estero, sono state 114.583 le domande di partecipazione, con una media di 2,16 domande per ogni posto (a fronte dell’1,5 del 2023). In tutte le aree geografiche il numero di domande è stato superiore al numero di posti, con un rapporto superiore a 2 in Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, Lazio e Sardegna.
IL BANDO 2023 ANALIZZATO DALLA CNESC