Servizio civile universale: l’alta partecipazione dei giovani conferma la richiesta di stabilità e visione nel DDL giovani
Roma, 7 maggio 2026 - I promotori della Campagna “Quanto vale il futuro? Più servizio civile per investire nei giovani” esprimono soddisfazione per la grande partecipazione al bando 2026, che ha visto 157.998 domande a fronte di 65.964 posti disponibili. Risultati che sono la prova tangibile di quanto questo istituto sia radicato in tutto il Paese e apprezzato dalle nuove generazioni e che raccontano la vitalità di un sistema che i giovani scelgono come spazio di crescita e che vive della collaborazione tra istituzioni, enti e giovani.
I dati dell'ultimo bando confermano una partecipazione significativa: 157.998 domande a fronte di 65.964 posti disponibili e ben 52.543 domande per posizioni dei progetti di soci CNESC, con 6.426 richieste solo per l'estero.
DA ROMA L’APPELLO PER STABILIZZARE I CORPI CIVILI DI PACE E ISTITUIRE IL DIPARTIMENTO PER LA DIFESA CIVILE NONVIOLENTA
Riparte la Campagna “Un’altra difesa è possibile” per istituire il Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta. La CNESC, Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! rilanciano la campagna “Un’altra difesa è possibile” e con essa la proposta di iniziativa popolare per
25 anni di Servizio Civile Volontario: oggi l'anniversario della Legge 64.
Il 23 marzo 2026 si concludono i progetti dei Corpi Civili di Pace degli Enti della CNESC: Focsiv Ets, Caritas Italiana, APGXXIII, Cesc Project e CIPSI. Un’esperienza che di fatto chiude il primo ciclo di sperimentazione in Italia di questa esperienza di costruzione nonviolenta della Pace in uno scenario attuale dove il livello di conflittualità nel mondo è altissimo. Quella che Papa Francesco chiamava “una terza guerra mondiale combattuta a pezzi” impone costante riflessione sui modelli di relazione tra gli stati e sull’individuazione di esperienza concrete di costruzione della pace del mondo dal basso. L’evento di chiusura dell’annualità dei CCP si presta come importante occasione di riflessione e stimolo.
Giovedì 12 marzo ci ha lasciati Alberto Trevisan. Faceva parte di quel gruppo di giovani che si dichiaravano obiettori di coscienza quando ancora la legge non riconosceva tale possibilità nel nostro Paese e per questo finivano in carcere.